Cupola di Monteverginella

Quando arrivarono gli americani a Monteverginella

Il periodo della Seconda Guerra Mondiale è stato molto duro per le Figlie di Maria Ausiliatrice, che vivevano già dal 1935 nel Complesso Monumentale di Monteverginella.

Nulla però avrebbe fatto loro pensare che con l’arrivo degli Americani a Napoli la loro casa sarebbe stata requisita.

Nell’archivio della casa abbiamo trovato questo diario che racconta come fu vissuta la difficile convivenza con i nuovi inquilini e come le suore abbiano difeso e mantenuto la loro casa.

Ecco il diario della casa, raccolto da suor Maria Esposito, che ringraziamo per il prezioso contributo.

 

20 Novembre 1943
Giungono i primi scolaretti, si riaprono la scuola e l’asilo. La visita inopportuna di un ufficiale americano turba la quiete della casa. Vogliono requisire l’Istituto. 

22 novembre
Ancora un altro ufficiale americano in un batter d’occhio e senza alcun permesso gira tutto l’Istituto.

23 e 24 novembre
Più volte al giorno ufficiali del Comando Alleato sono in casa. Si rendono conto dell’ampiezza dell’Istituto. Vogliono installarvi 235 signorine americane. Dicono crocerossine. 

25 novembre
Ecco lo Stato Maggiore, il generale con diversi colonnelli, maggiori e capitani. Verso le ore 14 vengono tre ingegneri per rendersi conto delle riparazioni da effettuare. Ci lasciano con le più larghe e lusinghiere promesse. Crediamo alla sincerità dei loro detti e ci sentiamo tanto contente.

27 novembre
Il Comando Alleato ha già requisito la casa. Ora si pensa a ritirare il mobilio depositato a Buonalbergo, dove la direttrice e le suore sono nell’ansiosa attesa del ritorno a Napoli.

29 novembre
Quattro camion americani si avviano a Buonalbergo per riportare i mobilio e far ritornare la direttrice e le suore. Ritornano in giornata i quattro camion con le masserizie.

2-3 e 4 dicembre
La casa è improvvisamente gremita di soldati negri per le varie riparazioni. Tutto cade nelle loro mani. La Comunità è intenta all’opera di salvataggio. I negri usano gran rispetto per le suore, ma non per tutto il resto che viene inesorabilmente maltrattato.

5-6 e 7 dicembre
Continuano i lavori di assestamento e sentiamo tutta l’amarezza di dover passare la Novena dell’Immacolata, così cara al nostro cuore, travolte quasi in questa nuova inaspettata vertigine che non concede momento di posa.

8 dicembre
Festa dell’Immacolata. Questa dolce ricorrenza ci trova proprio in un momento in cui si raggiunge l’apice della tensione, la grande casa deve essere pronta entro la giornata per l’imminente arrivo delle signorine americane. La giornata non è affatto sufficiente. Tutti i soldati rimangono nell’Istituto per l’ intera notte. Il lavoro è sfibrante. La casa è molto grande e le suore sono troppo poche. I soldati sono sparsi in tutti i piani e in tutti i buchi: falegnami, muratori, elettricisti, vetrai, stagnini ecc … Constatiamo che le riparazioni affrettate sono molto malfatte, la rottura dei vetri: uno ne mettono e dieci ne rompono. Sono stanchi anche loro, cadono dal sonno, sono sfiniti. Gli ultimi, per dir così, ritocchi fanno veramente pena. Più che riparazioni si constatano sfregi. E con il cuore ben gonfio di pianto ci prepariamo a ricevere le miss americane.

9 dicembre
Alle ore 16 giungono le signorine americane con giganteschi camion. Eccoli schierate: sono 210. Tutte bene inquadrate nelle loro belle divise militari. La casa si mostra a loro bella, ridente e gaia. Si dicono ben felici dell’accoglienza loro fatta

10 dicembre
Già si respira un’aria di ordine militare. Tutte le signorine sono intente e con la massima velocità ad ordinare ogni loro cosa.

12 dicembre
La nostra opera viene completamente sospesa fino a quando le nuove ospiti non lasceranno la casa. Intanto procuriamo di fare quanto possiamo per affermare l’ordine e la pulizia. Osserviamo la massima emancipazione di queste figliuole che non si fanno scrupolo ad andare in pantaloni con la sigaretta in bocca, oppure fischiettando come tanti mascalzoni. Nella massa notiamo un minuscolo gruppetto di signorine cattoliche tanto buone e pie.

13 dicembre
S’inizia l’insegnamento serale a favore delle signorine per apprendere la lingua italiana. La conoscenza ora si fa diretta. Sono ragazze che si sono volontariamente arruolate nell’esercito a scopo di lucro; sono di diverse religioni perché oriunde di svariate nazionalità. Notiamo delle protestanti, delle giudee, delle ebree, delle cattoliche, alcune poi appartengono a nessuna di queste religioni; ne professano uno da loro creata. Si può benissimo immaginare quanta diversità di idee in tanto miscuglio.

16 dicembre
Iniziamo la novena del Santo Natale con vero fervore. In tutto questo trambusto sentiamo forte il bisogno di raccoglierci ed isolarci, sia pure per poco da questo nuovo mondo che si è introdotto nel nostro magnifico istituto.

17 dicembre
Finalmente dopo aver ritentato per due volte il ritorno della Direttrice, oggi partono i camion per Buonalbergo. Ritornano verso le ore 20 con il resto del mobilio, la Direttrice giunge a noi con una camionetta americana.

24 dicembre
E’ giorno di gran movimento per queste signorine. Con vera pena ci accorgiamo che per loro il Santo Natale è una festa non di raccoglimento e di gioia intima, ma di gran baccano. Improvvisiamo alberi di Natale in parlatorio, in refettorio le cui pareti sono state sfregiate con disegni umoristici, così nelle camere. Intanto noi siamo intente ad ultimare il nostro bel presepe in cappella. Quale contrasto tra la loro dissipazione e il nostro raccoglimento intimo e segreto.

Notte Santa
A celebrare il Santo sacrificio di mezzanotte viene un cappellano cattolico americano. La candida cappella accoglie la maggior parte delle signorine. Oltre a tutte quelle cattoliche intervengono parecchie protestanti, qualche giudea e qualche ebrea. Tutte composte e riverenti, scocca la mezzanotte e il cappellano nei suoi paramenti di festa dalla sagrestia passa al presepe tutto illuminato, mentre la cappella è quasi buia. S’inizia la Santa Messa. Alcuni canti natalizi sono eseguiti dalle signorine cattoliche, altri dalle suore. Al Vangelo il cappellano tiene una breve predica in inglese. Si nota la massima attenzione: nessuna si muove, tutte in ginocchio nel più rispettoso atteggiamento. Parecchie si accostano al Divino banchetto. Siamo tutte soddisfatte e ringraziamo il Re Bambino di questa gioia che è grande per il nostro cuore. Alla fine della messa il cappellano ha voluto ringraziare personalmente la nostra direttrice che nulla aveva risparmiato per il miglior esito di ogni cosa. E in segno del suo vivissimo compiacimento ha voluto donare un’offerta a beneficio dell’istituto.

6 gennaio 1944
Questo bel giorno… trova il salone teatro gremito di bimbi della scuola nell’ansiosa attesa del dono della Befana. 

9 gennaio
E’ stata preparata la Befana per i cari “scugnizzi”, il salone accoglie la bella schiera di bimbi e bimbe che si fa violenza per accontentare le suore nella compostezza e sana educazione. La direttrice distribuisce il pacchetto che la Befana ha per loro preparato: due fettine di pane con marmellata, un mandarino, due noci, tre nocelle … 

12 gennaio
La Capitana americana chiede altri locali: il salone, due altre stanze a pianterreno per gli uffici delle miss. Si sente che siamo di fastidio! 

15 gennaio
Intimazione di chiudere entro il 22 l’asilo e le elementari per l’infuriare del tifo… minacciano per scritto anche lo sgombero delle poche camere delle suore.

23 gennaio
La direttrice ottiene la riapertura della scuola a patto di prendere un numero limitatissimo di alunni: il loro chiasso intralcia l’ordine e la disciplina! Viene assicurata la permanenza delle suore nell’Istituto. Contrariamente alle promesse fatte non viene assegnato loro alcun sussidio e indennità.

27 gennaio
Colloquio della direttrice con il Generale Wence: ringrazia per l’opera delle suore e assicura il vitto per loro, importante per la desolante carestia. 

2 Aprile Domenica delle Palme
La direttrice ottiene dalla signora Simas, capitano della compagnia che è ospitata da noi, gli avanzi delle miss per distribuirli alla lunga fila dei poveri che si presenta alla porta. C’è ora una maggior generosità a nostro favore e questa provvidenza si condivide con le nostre case di Napoli, con il noviziato e con qualche casa nei dintorni.

30 aprile
La distribuzione del bucato alle Miss da oggi è affidata a noi. E’ un lavoro non indifferente, ma in compenso abbiamo la loro stima e la loro fiducia.

10 maggio
In questo giorno del Patrocinio di S. Giuseppe la direttrice ottiene dalle Miss gli avanzi dei pezzetti di pane che si distribuiscono ai bambini che vengono a messa a Monteverginella.

11 ottobre
Il Governatore di Napoli, Maggiore Hersbenson, visita l’Istituto, invitato dalla direttrice che desiderava parlare con la maggiore autorità alleata locale, perché si vociferava che dopo la partenza delle Miss la casa sarebbe stata trasformata in Ospedale Militare Alleato.

Il maggiore fu accolto dai bambini della scuola ben schierati che gli dettero il benvenuto. Suor Rita Bertero fece da interprete, il pranzo gli fu offerto dalla Capitano Simas. Poi visitò tutta la casa con la direttrice e le ufficiali, si congratulò con loro che godevano dei benefici di questo bellissimo ambiente. Promise gli appoggi necessari per la derequisizione dell’ambiente subito dopo la partenza delle Miss.

15 novembre
Notizia ufficiale della partenza delle Miss per Livorno.

19 novembre
Parte il primo gruppo di Miss per Livorno. Portano via tutto anche gli oggetti più insignificanti.

20 novembre
La direttrice si reca dal Governatore Hersbenson per ottenere le derequisizione della casa, ne riceve lusinghiere promesse.

24 novembre
Parte la prima Compagnia con le ufficiali. Si nota un senso di tristezza nelle partenti nel lasciare il caro e bello Istituto che ha offerto loro cordiale ospitalità e innumerevoli vantaggi.

28 novembre
Parte la seconda Compagnia con tutte le ufficiali. Rimane un gruppo di miss per sistemare un po’ la casa, non ancora derequisita. La direttrice si reca dal cardinale e poi dal prefetto per ottenere il loro appoggio.

1 dicembre
Si comincia ad accogliere le universitarie di passaggio…

1945
Fin dal primo giorno si riprende l’oratorio: arrivano bambini colpiti da gravi lutti. Per la festa di Don Bosco è in piena funzione la scuola, l’oratorio, il catechismo domenicale, le universitarie sono già 30 e aumentano man mano che la casa è pronta.

27 giugno
Si legge nella cronaca: le universitarie sono in continuo aumento (periodo di esame) “non abbiamo più un letto libero e siamo alle prese con le brande”

28 ottobre
Abbiamo circa 200 universitarie, la Cappella non le contiene più: (era la festa di Cristo Re). Per la scuola si parla di 300 bambini.

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